Tutto comincia nell'Oceano Indiano, nella quarta isola più grande del mondo: il Madagascar.
Un'isola straordinaria, incantevole, con più di tremila specie di farfalle, ma dove la gente non riesce sempre a mangiare tutti i giorni. Con un padre capocoro, Rija ha presto familiarità con la musica, cosicché, a vent'anni, si presenta ad un concorso per giovani talenti malgasci: raggiunge il primo posto e da li tutto improvvisamente cambia. Grazie ad uno stile personale che gli permette di cantare le sue canzoni e reinterpretare le canzoni tradizionali con nuovi suoni e strumenti moderni, Rija piace ai giovani e agli adulti, spopola in radio, va in televisione, riempie gli stadi.
Subito dopo, però, la situazione politica diventa incandescente e pericolosa: Rija deve rifugiarsi in Europa, dove smette di cantare; ma, paradossalmente, proprio in questo momento Rija incontra una comunità evangelica che lo aiuterà a conoscere Cristo, iniziando un cammino di conversione che durerà tre anni e lo porterà a vivere una nuova vita spirituale.
Per Rija è una nuovo inizio: decide di mettere la sua capacità artistica al servizio della Parola di Dio e ritrova il coraggio di riprendere in mano la chitarra, scrivere nuove canzoni che parlano della sua ricerca, del suo cammino e della fede, al servizio della sua comunità. Ed è di nuovo un grande successo: con testi che parlano della gioia che lo anima, che invitano ciascuno a scoprire i tesori del Cielo, Rija diventa un riferimento importante per tutta la musica cristiana francofona: Francia, Svizzera e Belgio lo accolgono e lo apprezzano, fino a ridargli gran parte del successo riscosso, con tutt'altre canzoni, in Madagascar.
Ma Rija non dimentica il suo Paese: da allora, il suo lavoro artistico sostiene progetti umanitari in Madagascar attraverso l'associazione internazionale "Service d'Entraide et de Liaison".
Rija è un vero talento di semplicità e professionalità che, incontrando i giovani, trasmette loro un sincero amore per la vita, per la musica che la esprime e che porta a Dio.